
Grazie alle risorse flessibili e dinamiche del reparto derivate, in primo luogo, dalle diverse tecnologie utilizzate (Tecnologia HVOF e Metallizzazione alla fiamma a filo), è possibile trattare un'ampia gamma di componenti che si differenziano per dimensioni, peso, forma, materiale base e di apporto. Caratteristiche comuni dei particolari lavorati sono: ambienti di lavoro particolarmente corrosivi, fenomeni di usura o necessità di ripristinare alcune dimensioni nominali. Per garantire la sicurezza del lavoro, la ripetibilità e la qualità del riporto, la pistola di metallizzazione è montata su un robot antropomorfo a 6 assi all’interno di una cabina isolata acusticamente e dotata di un sistema di aspirazione fumi. Mediante l'uso di due diversi tipi di diffrattometro, uno per tensioni residue ed uno per polveri, la 2Effe Engineering è in grado di verificare sia le fasi cristalline del riporto, e delle polveri, che di valutare il livello di stress residuo esistente sul riporto stesso. Infine, per particolari, che richiedono finiture elevate, è possibile sfruttare la sinergia con il Lapping (ottenendo Ra < 0.4) oppure rettificare le zone di interesse.
La High Velocity Oxy Fuel (HVOF) è una tecnica di metallizzazione a spruzzo che consente di migliorare le caratteristiche superficiali di un materiale e di prolungarne la durata anche in ambienti molto corrosivi. Il rivestimento prodotto presenta queste caratteristiche:
Questi vantaggi sono ottenibili senza alterare la tenacità e le caratteristiche strutturali del substrato. Rispetto alla brasatura ed alle altre tecniche di metallizzazione (per esempio con arco-plasma), nella tecnica HVOF gran parte dell'energia impartita alle particelle è di tipo cinetico piuttosto che termico, questo consente una riduzione del numero di particelle che si ossidano durante la lavorazione. Inoltre, l'elevata velocità del flusso garantisce che le eventuali particelle non completamente fuse vengano deformate dall'impatto stesso, riducendo così eventuali porosità del rivestimento finale ed incrementando il grado di ancoraggio del riporto stesso. Il processo fa uso di una miscela di combustibili: il cherosene brucia con un'elevata percentuale di ossigeno e produce una fiamma la cui velocità del flusso dei gas supera i 2000 m/sec. In questo flusso vengono iniettate radialmente le polveri metalliche che vengono immediatamente fuse ed accelerate sino a circa 1000m/sec. Una volta impattato il substrato, le particelle solidificano rapidamente dando luogo, grazie all’elevata energia cinetica posseduta, a strutture lamellari (splat).
Flusso HVOF con onde d’urto a forma di diamante.

Pistola HVOF montata
su robot antropomorfo
Con l’impianto a disposizione, la 2Effe è in grado di realizzare diverse tipologie di riporto, di diversa composizione, per esempio:
|
Composizione |
HV300 |
Porosità |
Temperatura
massima |
|
WC-Co |
900-1150 |
0.5% |
530 |
|
WC-Co-Cr |
1050-1400 |
1.1% |
750 |
|
Wc-Cr3C2-Ni |
900-1000 |
1.6% |
750 |
|
Wc-Ni |
850-950 |
1% |
540 |
|
Cr3C2-Ni-Cr |
700-800 |
1.5% |
800 |
Mediante l'uso di due diversi diffrattometri, uno per tensioni residue ed uno per polveri, la 2Effe Engineering è in grado di varcare le fasi cristalline del riporto (e delle polveri) e di valutare il livello di stress residuo esistente sul riporto eseguito.